Workshop

130,00 €

12 disponibili

COD: ISTINTO Categoria:

Descrizione

Mani che sollevano un tamburo davanti a Stonehenge durante un rito al tramonto

WORKSHOP DI FOTOGRAFIA

ALLENARE
L’ISTINTO

Allineare occhio, mente e cuore.

Domenica 27 giugno 2027 · Cimavilla di Codognè · a pochi minuti dall’uscita autostradale di Conegliano (Treviso) · Max 10/12 partecipanti · €130

01 — IL WORKSHOP

Riconoscere un significato. Trovare la forma capace di esprimerlo.

Henri Cartier-Bresson descriveva l’atto fotografico come la capacità di riconoscere, nello stesso istante, un evento e l’organizzazione delle forme capaci di esprimerlo. Fotografare significava per lui mettere sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore.

Ma come si arriva a decidere senza dover analizzare coscientemente ogni elemento dell’immagine?

Quello che chiamiamo istinto fotografico non è necessariamente qualcosa di innato o misterioso. Può essere il risultato di conoscenze, esperienze e osservazioni talmente interiorizzate da diventare parte del nostro modo di vedere.

Durante questo workshop proveremo quindi ad allenare l’istinto, mettendo il fotografo nelle condizioni di osservare, riconoscere, interpretare e decidere.

Non per fotografare più velocemente.
Ma per riconoscere quando forma, significato e intenzione finalmente coincidono.

02 — COSA SCOPRIREMO

Vedere non basta. Dobbiamo riconoscere ciò che stiamo vedendo.

Partiremo dal rapporto tra vedere, riconoscere e decidere.

Vedremo come l’esperienza possa trasformare conoscenze inizialmente coscienti in capacità sempre più immediate: riconoscere una relazione tra elementi, intuire un equilibrio, comprendere il peso di uno spazio vuoto, leggere un gesto o accorgersi che una situazione sta assumendo un significato.

Lavoreremo su ciò che entra e ciò che esce dall’inquadratura, sui bordi, sulle distanze, sulle sovrapposizioni, sul gesto, sulla luce, sullo spazio e sulle relazioni che si creano davanti alla macchina fotografica.

Ma l’istinto non riguarda soltanto la forma.

La forma acquista valore quando diventa il modo attraverso il quale scegliamo di rendere visibile ciò che abbiamo riconosciuto.

Perché proprio questa forma per raccontare ciò che sto vedendo?

Autobus in movimento davanti al Wellington Hotel con un uomo fermo sul marciapiede

Movimento e immobilità, massa e spazio, presenza e assenza: la forma non organizza semplicemente gli elementi, ma contribuisce direttamente al significato della fotografia.

03 — DALLA TEORIA ALLA FOTOGRAFIA

Allenare lo sguardo significa imparare a riconoscere.

La giornata sarà costruita soprattutto attraverso esercizi pratici, utilizzando volutamente alcuni vincoli per ridurre le possibilità e costringerci a osservare meglio.

Potremo lavorare con una sola focale, un numero limitato di fotografie, senza controllare continuamente il display oppure restando a lungo nello stesso luogo per osservare come cambiano relazioni, gesti e significati.

In altri esercizi fotograferemo una situazione come una sequenza, non per cercare immediatamente “la fotografia buona”, ma per comprendere come le diverse scelte producano significati differenti.

Poi arriverà una parte fondamentale del lavoro: l’editing delle immagini realizzate.

LA DOMANDA

Perché questa e non quella?

Osserveremo immagini e sequenze cercando di capire cosa cambia quando una relazione diventa leggibile, un gesto acquista significato, una distanza modifica il rapporto tra due elementi o una determinata forma riesce finalmente a esprimere ciò che avevamo riconosciuto.

L’obiettivo non è imparare a premere il pulsante più velocemente, ma sviluppare la capacità di comprendere ciò che sta accadendo e riconoscere quando la fotografia sta prendendo forma.

04 — COSA PORTERAI A CASA

L’istinto non sostituisce la consapevolezza. È la consapevolezza diventata immediata.

Alla fine della giornata non avrai imparato una tecnica per trovare automaticamente “la fotografia giusta”.

Avrai però esercitato la capacità di osservare, riconoscere, interpretare, anticipare e scegliere.

Come per un musicista, l’istinto nasce dall’incontro tra ascolto e conoscenza.

Chi conosce l’armonia non sceglie un accordo di sesta, di nona, maggiore o minore semplicemente perché “suona bene”: sa quale tensione può creare, quale sensazione può evocare, dove può condurre e come può risolversi.

Ma soprattutto può usare questa conoscenza con intenzione. Se vuole che un passaggio produca attesa, apertura, malinconia, inquietudine o risoluzione, sceglie consapevolmente gli strumenti armonici capaci di scrivere quella sensazione nell’ascoltatore.

Con il tempo questa conoscenza smette di essere un calcolo cosciente e diventa parte del linguaggio stesso del musicista. Durante la fase creativa gli accordi possono arrivare con naturalezza, ma quella naturalezza non è casuale: è il risultato di ascolto, esperienza, conoscenza e intenzione.

In fotografia accade qualcosa di simile.

Imparare a riconoscere relazioni tra forme, gesti, distanze, luce, spazio e contenuto significa costruire un vocabolario visivo abbastanza profondo da poter scegliere rapidamente come far vedere qualcosa e quale sensazione o significato produrre attraverso quella scelta.

L’istinto non sostituisce la consapevolezza.
È la consapevolezza diventata immediata.

L’obiettivo è ridurre progressivamente la distanza tra ciò che vedi, ciò che comprendi, ciò che senti e la decisione di fotografarlo.

Fino a rendere sempre più immediata una domanda fondamentale:

“Perché ho scelto di fotografarlo proprio così?”

Ragazzo che esulta tra la folla durante la Festa della Bruna a Matera

Festa della Bruna, Matera. In mezzo alla complessità della scena, leggere ciò che sta accadendo significa anche intuire cosa potrebbe arrivare e riconoscere l’istante in cui un gesto riesce a dare forma a tutta la situazione.
05 — A CHI È RIVOLTO

Per chi vuole ridurre la distanza tra vedere, comprendere e fotografare.

Il workshop è rivolto a chi conosce già gli strumenti fondamentali della fotografia ma sente che, nel momento dello scatto, pensiero e azione rimangono ancora separati.

È particolarmente indicato per chi tende a fotografare molto per scegliere dopo, per chi si concentra eccessivamente sulle impostazioni tecniche o per chi vuole sviluppare una maggiore capacità di osservazione, interpretazione e decisione.

Gli esercizi saranno particolarmente efficaci nella fotografia di strada, reportage, viaggio e situazioni dinamiche, ma i principi affrontati non appartengono a un genere specifico.

Riguardano più in generale la capacità di riconoscere un significato e trovare una forma fotografica capace di esprimerlo.

È sufficiente portare una macchina fotografica e almeno un obiettivo.

06

PRINCIPI,
NON RICETTE.

Non ti insegnerò cosa devi fare.
Ti insegnerò a capire cosa stai facendo.

L’obiettivo non è dirti come fare una fotografia, ma darti gli strumenti per pensarla e costruirla in autonomia.

INFORMAZIONI PRATICHE

Allenare l’istinto

Domenica 27 giugno 2027
Workshop di una giornata
Via del Lavoro 18 · Cimavilla di Codognè (TV)
A pochi minuti dall’uscita autostradale di Conegliano (Treviso)
Max 10/12 partecipanti
È sufficiente portare una macchina fotografica e almeno un obiettivo


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