Descrizione

COME
GUARDIAMO?
Dal mito della composizione al linguaggio fotografico.
La composizione non è una griglia.
Regola dei terzi, sezione aurea, diagonali, spirali, punti di forza, spazio davanti allo sguardo. Per generazioni abbiamo imparato la composizione fotografica attraverso una serie di regole che dovrebbero spiegarci dove mettere le cose dentro un’immagine.
Ma perché dovrebbero funzionare?
E soprattutto: guardiamo davvero una fotografia nel modo in cui queste regole presuppongono?
Durante questo workshop proveremo a mettere in discussione alcune delle certezze con cui tradizionalmente viene insegnata la composizione.
Non per sostituire vecchie regole con regole nuove, ma per spostare la domanda: dalla ricerca della composizione corretta alla comprensione di come percepiamo, leggiamo e costruiamo un’immagine.
Perché forse la composizione, intesa come insieme di formule da applicare, non esiste.
Esiste qualcosa di molto più complesso e interessante:
un linguaggio visivo da imparare a comprendere.

Prima delle regole viene il modo in cui vediamo.
Partiremo da una domanda apparentemente semplice: come guardiamo un’immagine?
Parleremo di percezione, attenzione, gerarchia visiva, contrasto, figura e sfondo e di alcuni principi della Gestalt. Vedremo come lo sguardo venga guidato dalle relazioni tra gli elementi molto prima che da una griglia sovrapposta alla fotografia.
Ma guardare non è soltanto un fenomeno percettivo. Entrano in gioco cultura, abitudini, codici, contesto e mezzi attraverso i quali vediamo le immagini.
Una fotografia osservata sulla pagina di una rivista cinquant’anni fa e una incontrata oggi per pochi secondi durante lo scorrimento di un feed non vengono necessariamente vissute nello stesso modo.
Metteremo quindi alla prova alcune delle più diffuse regole compositive, chiedendoci non semplicemente se funzionino, ma perché dovrebbero funzionare e in quali condizioni.
Da qui passeremo a relazioni, gerarchie, equilibrio, tensione, spazio, bordi, direzioni, ritmo, pieni e vuoti: non regole per comporre, ma elementi di un linguaggio attraverso il quale la forma contribuisce al significato della fotografia.
Capire dove guardiamo. E soprattutto perché.
Questo sarà il workshop più teorico del percorso, ma la teoria verrà continuamente verificata attraverso fotografie, esperimenti percettivi ed esercizi pratici.
Prenderemo immagini conosciute e fotografie apparentemente semplici e proveremo a capire dove guardiamo, in quale ordine e soprattutto perché.
Poi usciremo dalla teoria.
Fai in modo che io guardi prima qui.
Non utilizzeremo una griglia e non cercheremo un punto di forza prestabilito.
Dovremo invece utilizzare luce, contrasto, dimensione, posizione, colore, spazio e relazioni tra gli elementi per costruire una gerarchia.
Fotograferemo inoltre la stessa situazione modificando il punto di ripresa e l’organizzazione degli elementi, osservando come una variazione formale possa cambiare non soltanto l’equilibrio dell’immagine, ma anche ciò che la fotografia ci fa percepire e comprendere.

Meno regole. Più strumenti per comprendere.
Alla fine della giornata probabilmente avrai meno certezze sulla composizione di quante ne avevi all’inizio.
Ed è intenzionale.
Non sostituiremo la regola dei terzi con una formula più sofisticata. Avrai invece strumenti per osservare un’immagine e domandarti perché alcune relazioni funzionano, perché il tuo sguardo viene attirato in un punto, cosa crea equilibrio o tensione e come le scelte formali modificano ciò che una fotografia comunica.
Una regola può essere utile senza essere necessariamente universale. Sapere che qualcosa “funziona spesso” è diverso dal comprenderne le ragioni.
Per questo, davanti a una fotografia, proveremo progressivamente a smettere di chiederci:
“Quale regola devo applicare?”
per iniziare a domandarci:
“Che cosa voglio far vedere, e come posso costruire le relazioni che lo rendono visibile?”
Per chi vuole andare oltre regole, griglie e formule.
Il workshop è rivolto a chi conosce già i fondamenti della fotografia e vuole andare oltre un’idea della composizione basata prevalentemente su regole, griglie e formule precostituite.
È pensato per chi vuole comprendere meglio perché un’immagine funziona, imparare a leggere le proprie fotografie con maggiore profondità e acquisire strumenti utilizzabili in qualunque genere fotografico.
Non richiede conoscenze di psicologia della percezione, semiotica o teoria dell’immagine: questi argomenti verranno affrontati in maniera accessibile e sempre collegati alla fotografia.
È sufficiente portare una macchina fotografica e almeno un obiettivo. Ma lo strumento principale della giornata sarà, inevitabilmente, il nostro modo di guardare.
PRINCIPI,
NON RICETTE.
Non ti insegnerò cosa devi fare.
Ti insegnerò a capire cosa stai facendo.
L’obiettivo non è dirti come fare una fotografia, ma darti gli strumenti per pensarla e costruirla in autonomia.
Come guardiamo?
Domenica 7 febbraio 2027
Workshop di una giornata
Via del Lavoro 18 · Cimavilla di Codognè (TV)
A pochi minuti dall’uscita autostradale di Conegliano (Treviso)
Max 10/12 partecipanti
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